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“Una notte a New York” – Pillole di recensioni

Ho visto “Una notte a New York”, un film del 2023 diretto da Christy Hall, con protagonisti Dakota Johnson e Sean Penn.

La trama è molto semplice: una donna atterra a New York e sale su un taxi (guidato da Sean Penn) per tornare a casa.

Durante il tragitto, rallentato dal traffico notturno, i due cominciano inaspettatamente ad aprirsi l’uno verso l’altro, conoscendosi profondamente e confessando fatti estremamente personali sulle rispettive vite, dando vita a un dialogo e a uno strano rapporto molto intimi, confinati in quel taxi, in quel lasso di tempo.

Ne consegue che l’intero film (o almeno la maggior parte) sia stato girato all’interno dell’abitacolo, con una narrazione in tempo reale di 100 minuti.

Ci troviamo di fronte a quello che può essere definito come Kammerspiel, una parola tedesca traducibile come “dramma da camera”: trattasi di una corrente artistica nata nei teatri della Germania di inizio Novecento.

Il regista teatrale Max Reinhardt coniò questo termine nel 1906 per descrivere tutti quegli spettacoli che si svolgevano in sale molto piccole, per un pubblico ristretto.

Con l’avvento del cinema, si cominciò a usare questa parola per definire quelle produzioni realizzate quasi totalmente in un unico ambiente chiuso.

Esattamente come nel caso del taxi di “Una notte a New York”.

Con tale pellicola, raggiungiamo un intimismo intenso, nato da un’interazione così semplice, così meravigliosamente ordinaria: fare due chiacchiere con un completo sconosciuto, solo perché si ha l’occasione di farlo.

Da qui parte una critica nei confronti del cinismo che regna sovrano nelle relazioni del nostro tempo, della freddezza egoistica dei rapporti umani, contro quello che è il vero calore, la vera interazione che dovrebbe avvenire tra due persone, senza uno schermo del cellulare di mezzo.

I primi piani su Dakota Johnsono e Sean Penn, con un’attenzione focalizzata sui dettagli grazie alla totale mancanza di distrazioni, ci fanno entrare nel loro mondo fatto di contraddizioni, conflitti psicologici, sguardi e silenzi tra due personaggi che rappresentano due affascinanti poli opposti.

Un piccolo capolavoro commovente e toccante che consiglio a chiunque.

Scritto da Camilla Marino