Ho letto “Uno, Nessuno e Centomila”, uno tra i più grandi classici della letteratura italiana, scritto da Luigi Pirandello.
Cominciato nel 1909 e pubblicato sottoforma di romanzo a puntate nel 1925 sulla rivista La Fiera Letteraria, il libro racconta la crisi identitaria di Vitangelo Moscarda. In un giorno qualunque, la moglie fa notare all’uomo un piccolo difetto fisico a cui lui non aveva mai fatto caso, fino a quel momento: il suo naso “pende verso destra”.
Per Moscarda, questo diventa un vero e proprio trauma: essendo stato convinto per tutta la vita di avere un naso perfettamente dritto, il protagonista, a causa di questa osservazione da parte della consorte, si rende conto che la concezione che ha sempre avuto di sé, non è in alcun modo la visione che gli “altri” hanno di lui. Al contrario, chiunque ha una propria idea su chi sia Vitangelo Moscarda in base a ciò che vede e al vissuto personale.
Ecco dunque la ragione del titolo: Moscarda perde la sicurezza assoluta di essere considerato Uno, dunque il modo in cui lui percepisce sé stesso ed è convinto che percepiscono tutti; a questo punto, raggiunge la consapevolezza che esistono Centomila versioni di Vitangelo Moscarda nelle menti degli “altri”; contemporaneamente, egli è determinato a diventare Nessuno, cioè nessuna di queste versioni conosciute dagli “altri”, cambiando radicalmente il suo stile di vita.
La trama non è soltanto una sorta di manifesto della filosofia pirandelliana, la quale propende per un’estrema spiritualità e ripudiando il materialismo che tanto costringe l’essere umano nella superficialità, ma è anche una storia profondamente attuale.
Ancora una volta, i social rappresentano un ottimo spunto di riflessione: la nostra unicità e concezione dell’Io viene perennemente messa in discussione dal funzionamento delle piattaforme come Instagram.
Soprattutto quest’ultimo è una vetrina dell’Io.
Attenzione: ho usato la parola “vetrina”, vale a dire una facciata costruita ad hoc per gli altri. Ben sapendo che il giudizio da parte del prossimo (così come il nostro, naturalmente e malauguratamente) è sempre in agguato, facciamo molta attenzione a nascondere il nostro Uno, in favore di un’idea più patinata.
Così facendo, si crea un Io digitale e fasullo che viene al medesimo tempo annientato dall’algoritmo, il quale si modella e propone la nostra vetrina a seconda dei nostri click, dando forma a Centomila forme. Neanche una e tutte corrispondono alla realtà.
Sapete come occorrerebbe diventare Nessuno? Non sottostando al Matrix, disintossicandosi da Internet e dai social, così da poter abbracciare la propria individualità, quella che nessuno conosce.
Ma è altamente improbabile che ciò accada, nevvero? Anch’io, con questo articolo e con il reel che potete visualizzare cliccando qui, annullo il mio Uno, facendo parte dei Centomila.
“Uno, Nessuno e Centomila” è uno dei più grandi capolavori di Pirandello. Studiato a scuola e all’università, proposto come oggetto di studio in qualsiasi corso letterario, è un romanzo avanguardistico, distribuito in qualsiasi libreria del Paese in centinaia di edizioni differenti.
Un’opera immortale che potrebbe essere riassunta con questa citazione: “Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete sapere nulla voi, ma nulla neppure io stesso.”
