Ho letto “La Psichiatra”, un romanzo scritto dall’autore tedesco Wulf Dorn e pubblicato nel 2009.
Ellen Roth i la protagonista di questa storia: una giovane psichiatra che lavora a stretto contatto con i pazienti affetti da schizofrenia all’interno dell’ospedale in cui svolge la sua professione.
Chris è il suo compagno, nonché collega, con cui è andata da poco a convivere, ma in questo momento si trova in Australia, per godersi tre settimane di ferie. Prima di partire, ha chiesto a Ellen il favore di occuparsi di una nuova paziente, appena arrivata nel reparto.
La donna, che presenta chiari e lampanti segni di abuso fisica, asserisce che a farle del male sia stato l’Uomo Nero. Ellen deve allontanarsi, ma quando torna il giorno dopo, la donna è scomparsa e nessuno sa dirle niente. Ellen e il suo collega e amico Mack, cominciano immediatamente le ricerche.
Wulf Dorn è un autore che conosco piuttosto bene e passo dire che mi piace definirlo come l’M. Night Shyamalan della letteratura thriller, l’uomo dei cliffhanger
Con questo termine si designa una tecnica letteraria, cinematografia e videoludica dove la narrazione si interrompe bruscamente dopo un gran colpo di scena.
I twist finali di Dorn, spesso inaspettati, ribaltano completamente il senso della trama e lasciano il lettore completamente spiazzato.
A Wulf Dorn pian giocare con la mente non solo del lettore, ma anche dei suoi personaggi, dando vita a una psiche labirintica e oscura, la maggior parte delle volte fatta a pezzi da traumi indicibili e terribili.
Con uno stile e un ritmo accattivanti, “La Psichiatra” rappresenta uno dei grandi classici del suo genere. Una lettura piacevole, eppure dolorosa.
